Cari fedeli, vorrei chiedere al Signore la grazia dell’avvento: saper passare dalla vanità delle cose alla vera adorazione di Dio. Un cammino di purificazione e conversione mentre ci disponiamo all’anno del Giubileo. Desiderare Dio.
Signore aiutami a purificare i miei desideri, saprò che l’unico grande desiderio deve essere quello del ritorno di Cristo; so che tornerai, so che mi accoglierai, che mi chiamerai per nome, che mi farai delle domande, che mi darai delle spiegazioni, che mi farai vedere quello che non sono stato capace di vedere. Per questo, per passare dalla vanità all’adorazione vorrei purificare i miei desideri. Aiutami o Signore purificare i desideri e metti in ordine nei miei affetti: donami un cuore puro che ti possa vedere. Se il desiderio è ciò che ci attira, gli affetti sono ciò che ci legano; sono capaci di vicinanza e di distanza, di presenza e di assenza, di uguaglianza e insieme di diversità.
Signore, fammi capire ciò che è vano e insegnami ad adorarti. Eserciterò con particolare intensità quel senso della presenza su cui più volte mi sono fermato a pensare e a pregare. Rimarrò sempre alla sua presenza. Creerò nel mio cuore qualche spazio di silenzio in più, di dialogo segreto col Signore. Tenderò a lui; attenderò lui. Il resto mi interessa di meno; posso fare anche tante cose in meno nella vita, ma questa non posso tralasciarla; non posso lasciarla cadere. Noi viviamo in una comunità in cui si può lavorare seriamente tutti i giorni, ciascuno al suo posto; ciascuno per l’utilità comune; ciascuno con il suo carisma, ciascuno con il suo carisma,
ciascuno come riconoscenza verso il Signore e verso la chiesa. Quella laboriosità quotidiana che mi porta a curare bene le piccole cose; le piccole cose della nostra vita, tutto sommato, una vita ordinaria, una vita strutturata, una giornata dove, in un certo senso, si sa quelle che sono le cose che dobbiamo fare.
Signore, aiutami ad esercitarmi in una laboriosità quotidiana che mi permette di lavorare come tutti i poveri del mondo. E anche questo sarà un segno; che sono capace di scoprire ciò che è vano; anche tante cose vane che ho nel mio cuore, nella mia mente e nella mia camera. Così chiedo al Signore, in questo avvento, che conceda a me e a ciascuno di noi questa grazia: di scoprire ciò che è vano e di imparare ad adorare purificando i desideri, ordinando gli affetti, lavorando nelle piccole cose quotidiane e restando svegli nella preghiera. Così aspettiamo Gesù che viene nel nostro cuore.
(don Severino Pagani)
